FAQ
In questa pagina troverai alcune tra le domande più frequenti che i pazienti mi rivolgono. Questi dubbi potrebbero riguardare anche te e chissà che le risposte non ti aiutino a decidere se contattare o meno il mio studio!
Risolverò il mio problema? È grave?
Conoscendo molto bene il problema, da oltre un ventennio trattato con Ossigeno-ozonoterapia, posso assicurare che affronteremo il problema, purché lei si attenga al protocollo terapeutico ed ai consigli che le darò sulle posture da assumere e movimenti da non fare, soprattutto durante tutto il periodo della terapia.
Quante sedute occorrono?
Normalmente, secondo le Linee guida della mia Associazione di Ossigeno-ozonoterapia deposite al Ministero della Salute, occorrono da 10 a 15 sedute iniziali (a seconda del caso e del numero di ernie del disco riscontrate alla RMN o TAC eseguita), con cadenza bisettimanale, alle quali seguiranno 2 richiami quindicinali ed in seguito (da concordare) una seduta di richiamo mensile o bimestrale/trimestrale per mantenere i risultati raggiunti.
È dolorosa? Come viene eseguito il trattamento per garantire il massimo comfort del paziente?
Durante il trattamento utilizzo aghi monouso per garantire igiene e sicurezza.
Per ogni punto da trattare, applico una garza sterile su cui spruzzo ghiaccio spray, così da anestetizzare temporaneamente l’area e rendere l’esperienza più confortevole. Dopo ogni utilizzo, l’ago viene sostituito con uno nuovo, garantendo il massimo livello di sterilità e di analgesia. Al termine del trattamento, applico un olio ozonizzato, ideale per nutrire e idratare la cute, lasciandola morbida e rigenerata.
Il paziente recupera per qualche minuto rimanendo sdraiato sulla lettiga, dopodichè si alza e muove qualche passo, onde favorire l’assorbimento della miscela gassosa insufflata. Ogni paziente viene seguito con attenzione e cura, per offrire un’esperienza piacevole e rilassante.
Ho sentito di persone che hanno fatto questa terapia senza ottenere risultati. Perché?
È importante sottolineare che il successo di questa terapia dipende da molti fattori, non solo dall’utilizzo del macchinario generatore di Ozono. Acquistare la Ferrari di Alonso e guidarla in un circuito di Formula 1 non ci rende automaticamente un pilota professionista. Allo stesso modo, avere il dispositivo che produce la miscela gassosa di ossigeno- ozono e utilizzarlo non garantisce risultati senza una preparazione adeguata.
Il risultato dipende da competenze specifiche: la profonda conoscenza dell’anatomia e della fisio-patologia della zona da trattare, la scelta accurata degli aghi, il volume e dosaggio stabilito, il numero di punti da trattare e, soprattutto, la giusta frequenza delle sedute. Ad esempio, una sola seduta o un ciclo di 5 sedute non sono sufficienti, in quanto in ossigeno ozonoterapia, il numero di sedute è giustificato dal fatto che la guarigione avviene per uno stimolo costante in un dato periodo di tempo. Ogni individuo ha i suoi tempi di reazione e guarigione. La terapia richiede un processo biochimico che porta alla fibrotizzazione dell’ernia del disco, un po’ come accade quando un dente viene devitalizzato: è un percorso che richiede tempo, precisione e costanza.
